Sicurezza senza confini
Immagine della pagina

Progetto presentato il 24 ottobre 2016, nel convegno pubblico con la partecipazione, tra i relatori, di docenti dell’Università di Genova e  il Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Promosso nell’ambito del Protocollo di Intesa tra Comune di Genova (Assessorato Lavori Pubblici e Manutenzioni, Protezione Civile, Rapporti con i Municipi - Assessorato Scuole, Biblioteche e Politiche Giovanili) e Ufficio Scolastico Territoriale di Genova per la diffusione della cultura di protezione civile nelle scuole.

Comitato Tecnico di Coordinamento: Comune di Genova
Direzione Polizia Municipale - Settore Protezione Civile e Comunicazione Operativa - Francesca Bellenzier, Rossana Monti
- Direzione Scuola - Riccardo Damasio, Marina Beleffi

- Ufficio Scolastico Regionale per la Liguria, Ufficio II Ambito Territoriale di Genova - Loris Azhar Perotti, Marco Gravina

Sviluppo progetto
Riccardo Damasio, Rossana Monti, Elena Tramelli

Coordinamento editoriale
Rossana Monti
Comitato Scientifico per lo studio della comunicazione visiva: Dipartimento di Scienze per l’Architettura - Scuola Politecnica Unige Coordinamento: M. Elisabetta Ruggiero
Progetto grafico e impaginazione: Clarissa Sabeto
Stampato con il contributo del Rotary Club di Genova


RINGRAZIAMENTI

Il testo è il prodotto di una collaborazione allargata e preziosa, nata su proposta delle mamme degli alunni della Scuola dell’Infanzia dell’Istituto Comprensivo di Teglia, che ha dato forma al progetto Sicurezza senza confini. Prevenzione del rischio e buone pratiche di protezione civile.

I testi sono stati tradotti da mamme, studenti e collaboratori volontari.

Vogliamo ringraziare le mamme che hanno lavorato alle traduzioni:
• albanese - Lumturije Ndoca
• arabo - Khadija El Ouhichi
• dari - Arifa Mussavi
• francese - Dounia Elkhani, Khadija El Ouhichi
• genovese - Emanuela Lombardo, Stefania Costa
• rumeno - Michela Fodor
• spagnolo - Victoria Vega Saldana, Lucia Valera Belmonte


Ringraziamo i genitori che hanno collaborato al progetto a partire da Roberta Petraglia che ha supportato e coordinato i contatti tra i genitori, e, inoltre, Barbara Torricelli, Caterina Burgaretta, Maria D’Errigo, Laura Parodi, Daniela Mantelli, Irene Sorbera, Hirije Noka, Loredana Romeo, Rita Longo, Concetta La Iacona, Lambaja Arhim,  Lucia Antonella Gibaldo, Roberto Filippone, Lindita Mata, America Mora, Aicha Mouhssine, Souad Manaoui, Fatima Ayadi, Hanane Leghour, Asmae El Mir, Maria De Colombi, Valentina Raduli, Milena Halina Xovieczna. Ha collaborato alla traduzione in lingua spagnola la Lucia Valera Belmonte, mediatrice culturale Servicio Voluntariado Europeo.

Alla traduzione in lingua inglese hanno collaborato gli alunni delle classi 3^ C e 3^ D della scuola secondaria di I Tosca Bercilli.
Gli alunni sono stati motivati dalle docenti dell’Istituto con le quali hanno condiviso il progetto: prof.sse Sabrina Morando, Marilena Garofalo, Elisabetta Pittaluga; l’insegnante Antonella Cantatore ha coadiuvato i rapporti scuola-genitori.


Le traduzioni sono state revisionate da docenti ed esperti madrelingua.

Dipartimento di Lingue e Culture Moderne dell’Università di Genova
arabo - prof.ssa Manuela Giolfo
• francese - prof.ssa Anna Giaufret, prof.ssa Micaela Rossi, Alessia Bruzzone, Beatrice Campolo, Michael Traman
• inglese - prof.ssa Ilaria Rizzato
• spagnolo - prof.ssa Mara Morelli associazione A Compagna
• genovese - prof. Franco Bampi Celso - Istituto di Studi Orientali
• dari - Pejman Abdolmohammadi Esperti madrelingua
• albanese - Anila Alhasa, docente Università Cà Foscari di Venezia
• rumeno - Andrasescu Monica Ana, mediatrice culturale Cooperativa SAB onlus
Grazie a Emanuela Patella e Alberto De Simone, responsabili di Celso Istituto di Studi Orientali.
Grazie a Paolo Giannone, Area apprendimento permanente, orientamento, e-learning dell’Università di Genova per l’aiuto nell’avvio del progetto.
Grazie alle prof.sse Antonella Primi (Dipartimento di Scienze della Formazione) e Micaela Rossi (Dipartimento di Lingue e Culture Moderne) dell’Università di Genova per il contributo nel convegno di presentazione del libro.


A tutti loro va il nostro ringraziamento per l’impegno profuso, per la generosità delle idee e per la condivisione di tempo prezioso trascorso insieme per un progetto comune.

REDAZIONALE

Coordinatori

Il progetto nasce, nella primavera del 2015, su proposta di alcune mamme degli allievi dell’Istituto Comprensivo di Teglia, un quartiere della Valpolcevera, dove la multiculturalità è una sfida e una risorsa per la crescita delle future generazioni di genovesi e nuovi genovesi.

La dirigenza dell’Istituto Comprensivo e il Comune di Genova, hanno colto immediatamente l’occasione di far crescere la cultura della sicurezza e favorire il processo di integrazione
in un percorso composito che, ben presto, si è rivelato in tutta la sua potenza ed energia.

I temi relativi ai comportamenti corretti da tenere in caso di emergenze ambientali erano stati illustrati, da operatori del Settore Protezione Civile del Comune di Genova, ai genitori della scuola dell’infanzia.
Alcune mamme hanno rilevato da subito come la conoscenza dei fenomeni ambientali, la conoscenza dei sistemi di allertamento e di avviso alla popolazione, la conoscenza del territorio nel quale si vive, siano la chiave di volta per la consapevolezza dei rischi e per indirizzare i bambini a scelte consapevoli nel loro vivere quotidiano, in un territorio che può presentare pericoli.

Dopo pochi incontri il volano delle adesioni si è messo in moto e le mamme hanno profuso il loro impegno nelle traduzioni dei testi pubblicati sul sito del Comune di Genova, relativi, sia al sistema di allerta meteo basato sui codici colore vigente nella regione Liguria, sia ai comportamenti corretti da tenere in caso di emergenze ambientali. I testi sono stati tradotti in inglese, francese, spagnolo, arabo, albanese, rumeno, dari e genovese.

I testi sono stati revisionati con la collaborazione dell’Università di Genova - Dipartimento di Lingue e Culture Moderne, del CELSO Istituto di Studi Orientali, dell’associazione “A Compagna” e di esperti madrelingua.
La pubblicazione è stata realizzata con il contributo del Rotary Club Genova.

Il progetto prevede la distribuzione dell’opuscolo nelle scuole del Comune di Genova e la pubblicazione online.

Il progetto, in tutte le fasi del suo sviluppo, ha generato riflessioni che sono andate ben oltre le tematiche specifiche, dilatando i pensieri, i racconti, le aspettative, su di un piano che può ben definirsi “senza confini”, nella conferma che, la costruzione della cittadinanza in contesti fortemente multiculturali, passa dal dialogo, dalla conoscenza, dalla condivisione degli aspetti della quotidianità, in un circuito virtuoso di stima reciproca, di fiducia, di visioni di futuro e sicurezza insieme.

Rossana Monti - funzionario Settore Protezione Civile Comune di Genova
Riccardo Damasio - funzionario Direzione Scuola e Politiche Giovanili Comune di Genova
Elena Tramelli - dirigente scolastico Istituto Comprensivo Teglia


Genitori

Per noi mamme la sicurezza dei nostri figli è un valore prioritario.
Educare e proteggere i nostri figli, indipendentemente dal nostro Paese di origine, è una caratteristica che ci accomuna, che rende uguali il nostro essere madri.

Attraverso “Sicurezza senza confini” abbiamo voluto contribuire a promuovere la conoscenza della cultura dell’autoprotezione e dei “codici di comportamento” adeguati per garantire una maggiore sicurezza in caso di allerta meteo.

Abbiamo pensato che, traducendo i testi e approfondendo tematiche di questo genere, non solo potevamo essere d’aiuto alla nostra scuola e alla Protezione Civile, ma avremmo dato un esempio concreto ai nostri figli e alle nostre famiglie, di quanto sia importante conoscere questi argomenti.
Noi per prime sappiamo che sarebbe stato molto più semplice affidare tale compito a traduttori di professione, ma il significato culturale sarebbe stato completamente diverso. Noi mamme traduttrici abbiamo discusso tanto delle difficoltà incontrate  in ogni lingua e non certo solo legate alle nostre competente o “non competenze”.
Le questioni emerse costituiscono una ricchezza di argomenti tanto vasta, che meriterebbe un’altra pubblicazione. Abbiamo preso appunti e appena possibile, raccoglieremo la nostra esperienza nel “Diario di bordo”.
Al momento desideriamo solo mettere in evidenza l’importanza che ha avuto per noi essere protagoniste tutte insieme del presente progetto, motivate dal desiderio di condividere problematiche imprescindibili per la conoscenza di noi genitori e per la formazione dei nostri figli, collaborando con le Istituzioni, perché pensiamo che lavorando in Rete, aumentano sul serio le possibilità di “fare cultura della sicurezza”.
E’ stato molto significativo per alcune di noi, lavorare per tradurre testi che i nostri figli stavano elaborando in francese e in inglese, con immagini, commenti, traduzioni, cartelloni, tesine per l’esame di Terza media…e noi mamme stavamo traducendo nella nostra lingua d’origine!
Per molte di noi il primo problema è stato quello di non aver un computer a casa, ma abbiamo potuto usare i computer della scuola; per altre si è presentato il problema di non avere sulla tastiera i simboli grafici per tradurre nella propria lingua, ma durante le riunioni a scuola con il dott. Damasio, la dott.ssa Monti e la Dirigente Scolastica, abbiamo scaricato programmi e trovato soluzioni. Per molti di noi, nel nostro Paese d’origine, la lingua parlata è assai differente dalla lingua scritta; molti vocaboli di uso corrente e comprensibili a tutta la popolazione, in modo chiaro e diretto, trovano traduzioni nelle lingue ufficiali che, in molti casi, non sono sempre comprese in tutti i dialetti in uso tra regioni e a città a volte molto vicine tra loro, ma in cui il gergo della gente muta in modo significativo. Così, in molti casi, abbiamo deciso, confrontandoci, di tradurre in “lingua parlata” trovando modi di dire comprensibili a tutte le persone che tra noi, provenivano dagli stessi Paesi.
Ma ciò che a noi preme sottolineare è che problemi analoghi sono stati riscontrati per tutte le traduzioni.
Abbiamo incontrato problemi, che bene si possono comprendere se utilizziamo come esempio la traduzione in genovese. I primi tre strettamente collegati alla lingua. Da una prima riflessione circa possibili collegamenti, morfologico-sintattico e stilistico-lessicale, è emerso che spesso la traduzione non poteva essere letterale; poi, una volta identificato il testo con vocaboli corrispondenti in dialetto, abbiamo constatato che il genovese, per esempio, si presenta con pronunce diverse da una zona all’altra della città. Il terzo ostacolo riscontrato è un fattore extralinguistico, dovuto ai cambiamenti di tipo sociale che sono intercorsi nel tempo: il dialetto rappresenta una lingua storica e quindi attinge ad usi e costumi differenti per epoca. Traducendo dall’italiano giuridico al dialetto (o in una forma vernacolare di esso) troviamo impossibile una corrispondenza storica, poiché i lemmi coniati in seno al linguaggio della legislazione e della ricerca scientifica sono recenti, nati quando il dialetto era sempre meno parlato e quindi non più compreso in un percorso evolutivo. Così, abbiamo intrapreso la strada di una sorta di dialettizzazione dei vocaboli.
Insieme abbiamo compreso che I cambiamenti del linguaggio e delle sue forme semantiche hanno alla base radicali mutazioni antropologiche. Le norme che disciplinano il corretto comportamento da adottare, in rapporto agli eventi naturali calamitosi, sono pensate in grembo ad una società moderna, priva oramai di quella saggezza popolare propria della cultura contadina, la quale viveva in strettissimo rapporto con i cicli stagionali del lavoro dell’uomo e della natura e che conosceva il territorio per il suo aspetto non ancora condizionato dalla tecnologia, dal cemento e dall’asfalto.
Naturalmente, il confronto tra noi mamme rappresentative di molti Paesi del mondo, ha consentito vari scambi di “detti popolari”, confronti e paragoni tra comportamenti messi in atto nel tempo che hanno consentito di evidenziare similitudini e differenze.
Ma questo, come già detto, sarà forse l’esito di una nuova pubblicazione.
Per il momento è il valore aggiunto della straordinaria ricchezza della presente esperienza.

Le mamme traduttrici I.C. Teglia

SALUTI

La Genova  dei  navigatori  ci  ha abituato nel corso dei secoli a non tener conto dei troppi confini e a superare le difficoltà con intelligenza ed impegno.
Ho fatto questa premessa per dire che anche in tema di sicurezza la Protezione Civile del Comune di Genova si muove in ogni direzione superando i confini delle età anagrafiche e soprattutto quelli – più rilevanti ma talvolta meno percepiti – delle lingue d’origine di molti nostri concittadini.
Mi ha colpito, nell’iniziativa congiunta fra Protezione Civile e Istituto Comprensivo di Teglia, non solo la capacità organizzativa nell’esporre con chiarezza a bambini e adulti le diverse tematiche ambientali (dalla fragilità del territorio ai sistemi di allertamento, dai fenomeni ambientali agli atteggiamenti da assumere in caso di rischio), ma anche la sensibilità civile nel cogliere l’opportunità offerta dalle mamme della scuola di tradurre nelle diverse lingue (compreso il nostro genovese) i testi informativi pubblicati sul sito del Comune di Genova e metterli a disposizione in un opuscolo che sarà distribuito nelle scuole della Città e messo on line. Vorrei che il mio plauso e il mio ringraziamento non formale raggiungesse tutti coloro (Direzione Scuole e Politiche Giovanili con Protezione Civile del Comune di Genova, Istituto Comprensivo di Teglia in tutte le sue componenti, Dipartimento di Lingue e Culture Moderne dell’Università, CELSO Istituto di Studi Orientali, “A Compagna”, Rotary Club Genova), che hanno contribuito a questa straordinaria “Sicurezza senza confini”…

Pino Boero
Assessore Scuole, Biblioteche e Politiche Giovanili, Comune di Genova


Il tema della diffusione della cultura di protezione civile nelle scuole è una priorità che questo Assessorato ha messo in campo, attraverso la promozione di accordi istituzionali e la condivisione di progetti che hanno coinvolto scuole di ogni ordine e grado, pubbliche e paritarie, del Comune di Genova.
La conoscenza del territorio e la consapevolezza dei rischi in materia ambientale, sono i punti cardinali per orientare le giovani generazioni verso la cultura della sicurezza e verso la conoscenza dei comportamenti corretti da tenere in caso di eventi meteorologici avversi e di fenomeni naturali pericolosi.
La scuola e la famiglia sono i luoghi ove si forma la coscienza delle nuove generazioni, la vicinanza a queste due fondamentali realtà educative, da parte delle Istituzioni, è tangibile e vincente se, come nel caso del progetto “Sicurezza senza confini”, genera attività nate dalla proposta diretta delle mamme rivolta agli operatori di un Ente pubblico, che ha offerto le proprie competenze tecniche, per fare informazione e diffusione della cultura della sicurezza.
La matrice del progetto “Sicurezza senza confini” ha un valore aggiunto, dato dalla condivisione di tematiche inerenti il territorio e i comportamenti in un contesto multiculturale, ove la conoscenza reciproca e la condivisione possono essere il volano per creare, negli adulti, quello spirito di vicinanza già sperimentato dai loro figli nelle classi delle scuole genovesi.

Giovanni Crivello
Assessore Lavori Pubblici e Manutenzioni, Protezione Civile, rapporti con i Municipi, Comune di Genova

Il progetto “Sicurezza senza confini” si affianca ad altri lodevoli progetti ed iniziative che il settore Protezione Civile del Comune di Genova sta promuovendo da diverso tempo con le scuole.
E’ pertanto un progetto che si inserisce nel solco di iniziative ormai rodate volte alla prevenzione del rischio e alla sensibilizzazione dei ragazzi e, tramite loro, delle famiglie genovesi. Allo stesso tempo, credo che “Sicurezza senza confini” abbia tratti peculiari che lo rendono un fenomeno in gran parte nuovo, frutto del protagonismo spontaneo delle diverse componenti della comunità genovese che non può che riempire di orgoglio. Le diverse provenienze geografiche e le differenze linguistiche, anziché barriere, sono diventate infatti il motore della collaborazione spontanea tra i genitori degli alunni dell’I.C. Teglia.
Nel ringraziare tutti i soggetti che hanno a vario titolo reso possibile il progetto e la pubblicazione del volume (la Protezione Civile e il Comune di Genova, il Rotary Club, l’Università di Genova), sento pertanto di dover ringraziare in modo particolare le famiglie per la loro attività di cittadini consapevoli e generosi, e la Dirigente scolastica, Elena Tramelli, per il grande impegno nel suo quotidiano lavoro di inclusione e stimolo alla partecipazione civile.

Loris Perotti
USR Ufficio Scolastico Regionale -Ufficio II - Ambito territoriale di Genova

Ultimo aggiornamento: 25/11/2016
Comune di Genova  - Palazzo Tursi  -  Via Garibaldi 9  -  16124 Genova  | Centralino 010.557111
Pec: comunegenova@postemailcertificata.it - C.F. / P. Iva 00856930102 
Questo sito è ottimizzato per Firefox, Chrome, Safari e versioni di Internet Explorer successive alla 8