Imu: mini guida per i contribuenti
Acconto il 18 giugno (4 per mille)

Confedilizia e sindacati degli inquilini lanciano l'allarme: aumenti tra il 400 e il 600 %. Previste pesanti ripercussioni sul mercato immobiliare genovese. Il Centro storico scalza le Riviere nella classifica degli affitti in nero. Ogni anno 2.500 richieste di sfratto. Il maxi-emedamento esenta i Comuni dal pagamento dell’imposta 

Testo Alternativo
Nubi nere si addensano sui contribuenti genovesi. A dirlo sono Confedilizia e Sicet, rispettivamente l'associazione dei proprietari di case e il sindacato degli inquilini, che hanno messo da parte la tradizionale rivalità per polemizzare unite contro l'Imu - l’imposta municipale unica che viene riscossa dai Comuni per conto dello Stato - il cui aumento è stato stimato da entrambi tra il 400 e il 600%. L’amministrazione comunale genovese non smentisce, ma circoscrive il fenomeno ad alcuni casi limite. Le ipotesi che si stanno facendo riguardano situazioni particolari, come il caso dei canoni concordati (tre + due) con aliquota agevolata. In questo caso, se si fa il raffronto tra il 2 per mille che si versava prima, stabilito da gran parte dei Comuni italiani per agevolare la locazione degli immobili, con l'attuale aliquota di base del 7,6 per mille per le seconde case, si capisce che la cifra finale subirà forti aumenti. Se poi il Comune aumenterà di un altro 2 o 3 per mille l'aliquota di base, per fare fronte alla diminuzione dei trasferimenti statali, allora è sensato pensare che l'Imu potrebbe in effetti quadruplicare. 

Ma le brutte notizie non finiscono qui. Il Governo Monti si è riservato, solo per il 2012, la possibilità di aumentare, entro luglio, nel caso il gettito dell'acconto Imu non fosse soddisfacente, la stessa aliquota base, che andrebbe conguagliata entro la fine dell'anno. Il contraccolpo sugli affitti, anche se la legge lo esclude, sarebbe rovinoso, e quello sul welfare pure. Almeno se si tiene conto, come afferma il Sicet, che a Genova le famiglie in difficoltà sono migliaia e ogni anno vengono presentate in tribunale 2.500 richieste di sfratto esecutivo di cui  l’85% per morosità. Confedilizia e sindacato degli inquilini definiscono "abnorme" questa pressione fiscale sulla casa: «Si vuole fare cassa quasi esclusivamente a danno della casa. E' la prima volta – spiega Vincenzo Nasini, Confedilizia Genova – che le associazioni di proprietari e i sindacati degli inquilini si sono uniti per la stessa battaglia. Il rischio è che nessuno investa più nel settore immobiliare e che quindi il risparmio venga dirottato altrove. La cosa assurda è che la nuova pressione fiscale colpisce un bene non per il reddito che produce, ma per il suo valore o addirittura al di sopra del suo valore. Secondo noi si tratta di un principio altamente incostituzionale».

MINI GUIDA ALL’IMU

 Ecco  una mini guida per districarsi nel pagamento della nuova imposta. Nel decalogo sono comprese voci che potrebbero subire delle modifiche: si tratta di emendamenti presentati e non acora approvati al decreto legge 16/2012.

- LE SCADENZE: Sono due: la prima è fissata per il 16 giugno di ogni anno (ma quest'anno slitta al 18 giugno perché cade in un giorno prefestivo) e serve a pagare l'acconto dell'imposta dovuta per l'anno; il saldo va invece pagato entro il 16 dicembre (e cadendo di domenica slitta quest'anno al 17).
- CHI DEVE PAGARE: il versamento è dovuto dai proprietari dell'immobile, ma anche dai possessori di diritti reali (ad esempio titolari per uso o usufrutto), dal concessionario di area demaniale e, per gli immobili concessi in locazione finanziaria, dal locatario. Non pagano invece gli affittuari.
- LE ALIQUOTE: quelle ordinarie, valide su tutto il territorio dello Stato, sono state fissate dalla manovra Monti e sono del 4 per mille sulla prima casa e del 7,6 per mille sulle altre. Per i fabbricati rurali strumentali all'attività agricola (stalle, cascine, fienili) l'aliquota è del 2 per mille. I Comuni possono comunque aumentare o diminuire l'aliquota dello 0,2% per le abitazioni principali, dello 0,3% per gli altri immobili, e ridurre dello 0,1% per i fabbricati rurali ad uso strumentale, entro il prossimo 30 settembre. Per quest'anno, inoltre, anche lo Stato può decidere ulteriori cambi dell'aliquota dopo aver valutato il gettito del primo versamento.
- LE DETRAZIONI: per l'abitazione principale è prevista dalla legge una detrazione fissa di 200 euro, a cui si devono aggiungere 50 euro per ogni figlio di età non superiore a 26 anni, purchè dimorante abitualmente e residente anagraficamente nell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale, fino ad un massimo di 400 Euro.
- L'AUMENTO DEI COEFFICIENTI: la manovra Monti ha anche deciso un aumento dei coefficienti catastali, che servono per adeguare la "rendita catastale" degli immobili (che va aumentata del 5%) per arrivare al valore catastale, che è la base imponibile su cui si applicano le aliquote. Per le abitazioni e le pertinenze (  immobili di categoria C2, C6 e C7, nella misura massima di una unità per ciascuna categoria) il coefficiente è passato da 100 a 160.
- COME SI CALCOLA PER LA PRIMA CASA: va presa la rendita catastale che emerge dalla visura del catasto e va rivalutata del 5% (in pratica va moltiplicata per 1,05). L'importo va ulteriormente moltiplicato per il coefficiente 160. Sul valore finale si applica l'aliquota ordinaria del 0,4%, anche se il Comune ha già deliberato le proprie aliquote. Quindi si sottrae la detrazione prima casa (200 euro + 50 per ciascun figlio di età non superiore a 26 anni). L'importo dell'Imu dovuto va diviso per due: la metà dell'imposta annuale così calcolata va quindi versata entro il 18 giugno. A dicembre bisognerà fare il nuovo calcolo tenendo conto delle variazioni che potrebbero decidere i Comuni a settembre e lo Stato a luglio  entro il 10 dicembre (o che sono già state decise da alcuni Comuni). Dai calcoli dell'imposta annuale, per pagare il saldo, andrà sottratto quanto versato in sede di acconto.
- COME SI CALCOLA PER GLI ALTRI IMMOBILI: si calcola il valore dell'immobile come per la prima casa: rendita catastale x1,05 x 160 = base imponibile. Una volta arrivati alla base imponibile l'aliquota da applicare è dello 0,76%. Non ci sono detrazioni. Entro il 16 giugno va versata metà imposta annuale e in sede di saldo va fatto nuovamente il calcolo con le aliquote fissate dal Comune (o dello Stato a luglio  entro il 10 dicembre) per pagare la quota rimanente.
- NEGOZI E FABBRICATI RURALI: per le altre tipologie di immobile cambiano le modalità di calcolo della base imponibile. Dopo aver adeguato le rendite del 5% (moltiplicando x  1,05 ).) il coefficiente cambia. E' 55 per i negozi, 60 per i fabbricati rurali strumentali (ma anche per i capannoni industriali), 140 per i laboratori artigiani, 80 per gli uffici privati. L'aliquota da applicare è del 0,76% tranne che per i fabbricati rurali "strumentali", che pagano lo 0,2%.
genova, 11 aprile 2012
Ultimo aggiornamento: 12/04/2012
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