Il MuMa museo delle “Migrazioni”
Pesto e basilico ancora più verdi

La Giunta cambia nome al Museo del Mare sottolineando il ruolo della storia dei popoli e non dei conquistatori. I due prodotti tipici genovesi “laureati” new entry nella green economy per qualità e sostenibilità ambientale

Testo Alternativo
Cultura e green economy al centro dell’attenzione della Giunta comunale, che ha affrontato in particolare il tema della di una nuova messa a fuoco della mission del Muma – che dalla sua fondazione ha diffuso la cultura del mare e dei popoli attirando milioni di visitatori – e il complesso tema della green economy  inquadrato nelle produzioni tradizionali genovesi. Ha presieduto i lavori, in assenza del sindaco Marta Vincenzi, il vicesindaco Paolo Pissarello.



Il museo del Mare dall’Emigrazione diventa delle Migrazioni
Il museo era nato per raccontare la storia della navigazione, per l’importanza che aveva avuto Genova nella storia della marineria. Ma ora ha saputo cogliere la fondamentale importanza che hanno avuto nella storia i flussi migratori, dapprima dal vecchio al nuovo mondo, oggi in direzione “ostinata e contraria”. Così perde il secondo nome “dell’Emigrazione” e diventa Museo del Mare e delle Migrazioni. «Il fatto che questo museo ponga al centro il fattore uomo in rapporto al mare – ha commentato il vicesindaco Paolo Pissarello -  credo che sia un aspetto che caratterizzerà sempre di più l’attività della Fondazione. Cambiarne il nome dà una connotazione di estremo interesse e attenzione ai fatti migratori e ai fatti sociali che, non dimentichiamoci, stanno sempre dietro a tutte le conquiste economiche, tecnologiche e scientifiche che i musei della navigazione generalmente, soprattutto in Europa, affrontano. Non più il mare come conquista ma come luogo in cui si è svolta la storia dell’uomo. E nella storia dell’uomo le migrazioni sono molto centrali».


Il pesto e il basilico entrano nella green economy


Parere favorevole da parte della Giunta comunale ad una nuova iniziativa con al centro il pesto e il basilico di Prà. Il sì al progetto comprende la conformità al vecchio e al nuovo Puc, alle norme cioè che impongono ai programmi preliminari il rispetto di tutta una serie di prescrizioni all’insegna del minor inquinamento e del risparmio energetico, che per la prima volta interessano anche l’agricoltura. Nuovi investimenti e occupazione quindi, ma anche maggiore attenzione alle tecniche di produzione eco-sostenibili, che gli imprenditori di Prà stanno già adottando con coltivazioni non più sul terreno ma in grandi contenitori, per il risparmio idrico e l’uso di pannelli fotovoltaici adatti a coprire le serre, per contenere l’inquinamento atmosferico.
«Il Comune è molto attento – ha detto il vicesindaco Pissarello – ai temi della sostenibilità ambientale e alla creazione di nuovi mestieri. Da un lato abbiamo delle persone che si mettono in gioco ritornando alle produzioni tradizionali con metodi più moderni, dall’altro il Comune che chiede a questi soggetti di spingere al massimo l’introduzione delle nuove tecnologie per la produzione e il risparmio energetico, il riciclaggio dei rifiuti e tutti i benefici che la green economy può portare in territori come quello genovese».
genova, 1 marzo 2012
Ultimo aggiornamento: 01/03/2012
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