Le fotografie ritrovate di Vivian Maier
In mostra a Palazzo Ducale

Fino all’8 ottobre la Loggia degli Abati presenta al pubblico, con la mostra retrospettiva “Vivian Maier. Una fotografa ritrovata”, l’enigma di un’artista che in vita realizzò un enorme numero di immagini senza mai mostrarle a nessuno e che ha tentato di conservare come il bene più prezioso

Nella mostra in corso a Palazzo Ducale sono esposte 120 fotografie in bianco e nero realizzate tra gli anni Cinquanta e Sessanta, una selezione di immagini a colori scattate negli anni Settanta, e alcuni filmati in super 8 che mostrano come Vivian Maier scegliesse i suoi soggetti, cosa colpiva la sua attenzione nel suo peregrinare per le strade di New York e Chicago.

VIVIAN MAIER, DA TATA A STREET PHOTOGRAPHER
Vivian Maier nasce a New York, nel Bronx, il primo febbraio 1926, da madre francese e padre di origini austriache. I genitori presto si separano e la figlia viene affidata alla madre, che si trasferisce presso un’amica francese, Jeanne Bertrand, fotografa professionista. All’inizio degli anni Trenta le due donne e la piccola Vivian si recano in Francia. Nel 1938 Vivian torna a New York, città in cui inizia la sua vita di bambinaia. Il primo impiego è presso una famiglia a Southampton, nello stato di New York. Poi nel 1956 si traferisce a Chicago per lavorare con la famiglia Gensburg. Muore il 21 aprile 2009.

Figura imponente ma discreta, decisa e intransigente nei modi, Vivian Maier nelle sue fotografie ritrae le città dove ha  vissuto con uno sguardo curioso, attratto da piccoli dettagli, dai particolari, dalle imperfezioni ma anche dai bambini, dagli anziani, dalla vita che le scorreva davanti agli occhi per strada. Tra il 1950 e il 1990 scatta oltre centomila fotografie in bianco e nero, e a colori nell’ultima parte della sua vita, nelle quali c’è il racconto del  cambiamento culturale ed economico della società americana.
Da tata a street photographer, nell'opera di Vivian Maier si avverte la sua grande immaginazione, l’occhio per il dettaglio, per la luce e la composizione, un tempismo impeccabile, un atteggiamento partecipe e umano verso gli altri e un’instancabile capacità di continuare a scattare per riuscire a cogliere ogni istante.

Era solita dire “io mi fotografo molto per trovare il mio posto nel mondo”, così sono tanti anche gli autoritratti che la riproducono o solo come un’ombra per terra o riflessa in specchi, vetri, addirittura nel paraspruzzi di metallo di un giardino.
Le sue fotografie non sono mai state esposte né pubblicate mentre lei era in vita, la maggior parte dei suoi rullini non sono stati sviluppati. Si deve a John Maloof che nel 2007, all’epoca agente immobiliare, partecipando a un’asta entra in possesso dello sterminato archivio di Vivian Maier: oltre 150.000 negativi e 3.000 stampe.

Nella prefazione del libro di John Mallof, che accompagna la mostra di Palazzo Ducale, Geoff Dyer ha scritto: “Vivian Maier è un caso estremo di riscoperta postuma: ciò che visse coincise esattamente con ciò che vide. Non solo era sconosciuta in ambito fotografico ma sembra addirittura che nessuno l’abbia mai vista scattare fotografie. Può sembrare triste e forse anche crudele – una conseguenza del fatto che non si sposò, non ebbe figli e apparentemente nessun amico - ma la sua vicenda rivela anche molto su quanto sia grande il potenziale nascosto di tanti esseri umani. Come scrive Wisława Szymborska nel poema Census a proposito di Omero, ''Nessuno sa cosa faccia nel tempo libero”.

La mostra è curata da Anne Morin e Alessandra Mauro, è promossa dal Comune di Genova, dalla Regione Liguria e da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, è prodotta da Civita Mostre, realizzata da diChroma Photography in collaborazione con Fondazione FORMA per la Fotografia .

Gli orari di visita sono da martedì a domenica dalle 10 alle 19.
Il biglietto costa 10 euro, 8 il ridotto e 12 l’open che consente di visitare anche la mostra di Elliot Erwitt, allestita nel sottoporticato di Palazzo Ducale, per un confronto tra due sguardi sull'America, uno maschile e l'altro femminile, e tra le immagini che celebrano la grandezza dei film e dei presidenti statunitensi e quelle che raccontano la vita di ogni giorno.

Per maggiori informazioni: www.palazzoducale.genova.it - www.mostravivianmaier.it
22 giugno 2017
Ultimo aggiornamento: 17/07/2017
Comune di Genova  - Palazzo Tursi  -  Via Garibaldi 9  -  16124 Genova  | Centralino 010.557111
Pec: comunegenova@postemailcertificata.it - C.F. / P. Iva 00856930102 
Questo sito è ottimizzato per Firefox, Chrome, Safari e versioni di Internet Explorer successive alla 8