Amt contro l'evasione seriale: non pagare il biglietto del bus potrà avere conseguenze penali

Scattate le prime sei denunce di AMT nei confronti di altrettanti evasori seriali fraudolenti. I dati sul fenomeno dicono che il 3% dei sanzionati è titolare di un terzo dei verbali non pagati e l’8% della metà. L’azienda ha deciso di intervenire penalmente contro chi non paga il biglietto per scelta

Di giorno, di notte, su bus, metro e impianti speciali, le verifiche sono frequenti - sia quelle normalmente svolte dai verificatori Amt, sia quelle, intensive, con l’aiuto della Polizia Municipale - e alto il numero delle 'multe' (nel 2017 sono state 112.809), ma non è così alto il numero di quelle che vengono pagate.

C’è chi, trovato senza biglietto, si scusa e paga la sanzione, ma c’è anche chi ostenta un atteggiamento provocatorio nei confronti dei verificatori, non paga né subito né mai, ignorando lettere di sollecito e ingiunzioni di pagamento e, oltretutto, continua a viaggiare senza biglietto.

Sono gli evasori seriali fraudolenti, definizione molto specifica che indica coloro che non solo hanno viaggiato sui mezzi pubblici senza pagare il biglietto e non hanno regolarizzato la loro posizione nei confronti dell’Azienda pagando la sanzione dovuta ma, anzi, hanno reiterato il comportamento scorretto molte altre volte. Si tratta di persone che non pagano il biglietto per scelta ed è nei loro confronti che Amt ha deciso di intervenire.

“Una volta può succedere, anche se non dovrebbe – sottolinea il vice sindaco Stefano Balleari – ma se l’intenzione è proprio quella di non pagare, si tratta di un comportamento che nuoce all’azienda e che va sanzionato anche per rispetto dei cittadini che pagano regolarmente il servizio”.

AMT ha deciso di intervenire, con il supporto dei propri legali penalisti, per denunciare questa situazione. Sono già sei gli evasori seriali nei confronti dei quali l’azienda ha presentato un atto di denuncia-querela alla Procura della Repubblica che ha già avviato l’iter istruttorio. A queste prime seguiranno altre querele con le stesse motivazioni.

Prima di arrivare alla denuncia, AMT ha seguito nei confronti di queste persone un percorso articolato fatto di lettere di avviso e ripetuti solleciti, tutti tentativi resi vani dal disinteresse degli evasori. L’Azienda ha deciso quindi di passare all’azione penale, secondo quanto previsto dall'articolo 641 del Codice penale.

“Le nostre analisi del fenomeno evasione ci hanno portato a rilevare che il mancato pagamento del biglietto è considerato da molti un “fatto lieve” – spiega l’amministratore unico di Amt Marco Beltrami - infatti, nonostante solleciti e ingiunzioni, più della metà dei sanzionati non paga. Da queste considerazioni la decisione di procedere con le denunce. Siamo anche consapevole che le situazioni di evasione sono diverse e che chi non paga il biglietto può essere mosso da condizioni, contesti e circostanze differenti; per questo motivo abbiamo deciso di intervenire sugli evasori seriali palesemente ricorrenti e fraudolenti”.

AMT prevede, in caso di mancanza di titolo di viaggio, la possibilità di pagare la sanzione a bordo del bus. Nel caso questo non avvenga, si hanno 60 giorni per regolarizzare spontaneamente la propria posizione; trascorso anche questo periodo di tempo, l'azienda procede con l’ingiunzione di pagamento.

Alcuni dati sul fenomeno dell'evasione seriale: il 3% dei sanzionati più frequenti (3.286 persone) è titolare di un terzo dei verbali non pagati, mentre l’8% (7.945 persone) della metà. Più in generale, solo il 20% dei sanzionati paga subito e un altro 5% nei giorni successivi. Nel 2017 le multe elevate sono state 112.809 e nel 2018 sono cresciute già del 17%. Sono 45 i turni di verifica giornaliera da parte di dipendenti Amt con qualifica di Polizia Amministrativa e quindi autorizzati a richiedere il documento di identità. Gli operatori sono dotati di Pos per facilitare il pagamento della sanzione a bordo. 
31 ottobre 2018
Ultimo aggiornamento: 31/10/2018
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