Pissarello: «Amt, la Regione
si pronunci su soldi e sistema di trasporto»

Dopo l’incontro di ieri tra Comune, assessore Rossetti, sindacati e amministratore delegato dell’azienda, il vice sindaco traccia il punto della situazione. Nessun taglio agli stipendi dei lavoratori e attesa per la conferenza Stato-Regioni dell’11 gennaio. «Comune e Provincia hanno fatto la loro parte»

amt in comune
«Per capire come andrà a finire la vicenda Amt bisogna avere sempre presente che ha due riferimenti cardine: i soldi e il sistema dei trasporti a cui fa riferimento. I primi derivano da trasferimenti nazionali e poi da scelte che vanno fatte in sede locale, regionale. Il secondo dipende totalmente da scelte regionali. L’azienda è pesantemente in crisi e lo scorso anno la Provincia è riuscita a giocarsi l’ultima carta che aveva mettendo un’addizionale legata alle auto e girandole i fondi raccolti. Il Comune  finora è riuscito a fare comunque la sua parte mettendo in gioco risorse che in qualche modo è riuscito a recuperare. Ma il ruolo principale è svolto dalla Regione, che l’11 gennaio affronterà il tema in sede di conferenza Stato-Regioni. Bisognerà aspettare l’esito di quell’incontro per capire in che direzione si va».
Il giorno dopo il lungo e delicato incontro nella sala giunta nuova di Tursi tra Comune, Regione e Amt da un lato e sindacati e lavoratori dall’altro, il vice sindaco Paolo Pissarello, che si occupa della regia del traposto pubblico, fa il punto della situazione. La riunione – iniziata intorno alle 18 e finita dopo le 21 - non è stata facile e non ha lasciato del tutto soddisfatti i sindacati se in una nota  unitaria hanno voluto precisare a botta calda, ieri sera, che «non ha fornito tutte le risposte necessarie per consentirci di sospendere lo stato di agitazione della categoria», anche se «sono state scongiurate le peggiori ipotesi proposte il 28 dicembre scorso dall’amministratore delegato di Amt che riguardavano la riduzione del salario e l’attacco dei diritti contrattuali dei lavoratori».
Al tavolo, oltre a Pissarello, anche il sindaco Marta Vincenzi, l’assessore regionale al bilancio Sergio Rossetti e l’amministratore delegato Amt Paolo Cervetti. E proprio Rossetti, per il suo ruolo, è stato maggiormente al centro dell’attenzione.

«L’attuale modalità di erogazione dei fondi 2012 così come deciso dalla Regione Liguria – continua la nota sindacale - impedisce al Consiglio di Amministrazione Amt di procedere a scelte liquidatorie della società e non giustifica atti unilaterali contro i lavoratori. Per scongiurare un peggioramento della situazione si è convenuto che dopo la conferenza Stato-Regioni dell’11 gennaio sulle risorse del Tpl, di avviare una trattativa regionale sulle risorse, sulla modifica della legge di settore per la costituzione di un bacino di traffico regionale unico e di un’unica azienda regionale. A sostegno di quel percorso negoziale resta pertanto confermato lo sciopero regionale del 17 gennaio, preceduto da una capillare campagna di assemblee che concluderà con un’assemblea generale di tutto il personale il 16 gennaio». Fra le altre iniziative, anche la richiesta di un incontro al prefetto.

Parliamo del primo punto, vice sindaco, i soldi.
«Rossetti ha detto che a bilancio, la Regione ha approvato prima in Giunta e poi Consiglio, perché bisognava chiudere l’anno, 99 milioni, la cifra stabilita quando c’era il governo Berlusconi che aveva destinato 400 milioni a tutto il trasporto pubblico nazionale. Oggi invece ci sono 1,6 miliardi per tutte le Regioni, da ripartire tra ferro e gomma, per cui rispetto ai 99 si potrebbero stanziare circa 123 milioni, con l’obiettivo di arrivare a 135. La posizione del sindaco e nostra è che non si può non partire da 135: questo è il potenziale obiettivo che nasce dai trasferimenti nazionali. Già oggi comunque abbiamo una “certezza” di 123 milioni e una tendenziale aspettativa di andare a 135. Il punto è che questo non basta purtroppo».

Quindi?
«Quindi si aspetta l’11 e come ha detto Rossetti si vede come andranno le cose. In un bilancio basta che si sposti qualche decimale da un riparto all’altro che tutti i numeri si spostino di conseguenza a cascata. Certo oggi per l’Amt c’è uno sbilancio ancora importante e chi lo copre è il tema aperto. Perché è chiaro che il futuro incide direttamente sul presente».

Che cosa vuol dire?
«E’ necessario che vengano prese al più presto decisioni ufficiali sul tipo di trasporto pubblico ligure, perché se effettivamente va avanti un sistema di bacino unico regionale, chiaramente gli effetti sulle aziende che gestiscono gli attuali bacini saranno diversi.
Quale prospettiva avrà un’azienda come l’Amt se da qui a due anni partirà una gara per un bacino unico regionale? In questo arco di tempo dovrà farcela con le sue forze, contando solo sui trasferimenti gestiti dalla Regione. Non mi sembra possibile andare a una gara in cerca di investitori se poi cambierà tutto. Inoltre mi pare che il governo vada rafforzando il criterio della liberalizzazione, che sostanzialmente significa intervento di imprenditori privati nel settore di servizi pubblici».

Questo quali possibilità apre?
«Oggi sono sostanzialmente tre: quella della gara in cui si affida il servizio; quello della gara in cui si affidano servizio e quote azionarie; e una terza che a noi non interessa perché è per valori inferiori a 900 mila euro e qui si parla di 120/150 milioni come valore annuo del bacino. E’ chiaro che per noi la prospettiva cambia completamente secondo le scelte che verranno fatte. In assenza di modifica della legge, compresa quella regionale, è conveniente fare una gara lunga, cercare un imprenditore, come dice la legge e procedere. Ma bisogna fare in fretta... L’assessore regionale al bilancio qui però non ha competenze, si ferma alla parte economica, ma la scelta quella del sistema è fondamentale e ancora più importante dei soldi».

E come si risolve?
«Nel novembre 2010 la Regione ha fatto un acordo con noi, le organizzazioni sindacali, alcune aziende, dove si impegnava a rifare appunto la legge entro gennaio dell’anno scorso. Poi c’è stato qualche passaggio consiliare, ci sono state discussioni…fatto sta che la legge non c’è ancora. E’ da qui che bisogna partire al più presto.
Senza contare che le Province a loro volta sono portatrici di situazioni molto diverse fra loro, perché due sono sostanzialmente in attesa di commissariamento e quindi non possono fare scelte di lungo periodo e due hanno più respiro e arrivano alle elezioni fra un paio d’anni. Comunque non hanno la forza di tenere in piedi le aziende, come non ce l’ha il Comune di Genova.
Quindi è fondamentale cosa viene fuori dal riparto dei fondi nel bilancio regionale, e che la Regione si pronunci con chiarezza anche sul sistema di trasporto che vuole realizzare. Ieri la richiesta sindacale è stata di non distogliere un euro dai finaniamenti del Tpl, anzi di dare priorità a questo settore che viene ritenuto di base, pietra angolare su cui poi costruire le altre cose. E’ chiaro che gli universitari hanno diritto alle borse di studio, ma se non gli dai poi un servizio di trasporto efficiente e puntuale i soldi come li spendono, in auto e parcheggi per andare alle lezioni?»

Infine il taglio degli stipendi dei dipendenti Amt, vice sindaco Pissarello, che tanto allarme ha procurato. Pericolo davvero rientrato?
Su questo punto si è fatta un’enorme confusione. Si è parlato di risparmi sul costo del lavoro non di tagli sugli stipendi. Conoscendo i sistemi contrattuali si sa che ci sono sacche talmente ampie che si può intervenire in tanti di quei modi senza che la busta paga venga toccata. Come ci sono ad esempio macro sistemi che su 2.500 dipendenti consentono di recuperare, con moltiplicatori di pochi euro, anche cifre consistenti senza che nessuno ne risenta realmente. E poi, ripeto, il costo del lavoro non è solo lo stipendio. Ma su questo siamo stati chiari: nessuno ha mai pensato di toccare gli stipendi dei lavoratori».
Genova, 6 gennaio 2012
Ultimo aggiornamento: 09/01/2012
Comune di Genova  - Palazzo Tursi  -  Via Garibaldi 9  -  16124 Genova  | Numero Unico: 010.1010
Pec: comunegenova@postemailcertificata.it - C.F. / P. Iva 00856930102 
Questo sito è ottimizzato per Firefox, Chrome, Safari e versioni di Internet Explorer successive alla 8