CIMP: Sanzioni e contenzioso
Sanzioni e contenzioso. 
Tutte le iniziative pubblicitarie poste in opera e/o effettuate senza la prescritta autorizzazione in corso di validità sono considerate abusive.

Tutte le iniziative pubblicitarie poste in opera e/o effettuate in modo non corrispondente alle condizioni e alle caratteristiche dettate dall'autorizzazione, con particolare riferimento alla forma, al contenuto, alle dimensioni, all'illuminazione, ai colori, alla sistemazione e all'ubicazione del mezzo pubblicitario sono considerate difformi.

Per le forme pubblicitarie abusive è applicato un indennizzo pari al canone che si sarebbe pagato se l’installazione e/o diffusione del messaggio pubblicitario fosse stata autorizzata ed una sanzione amministrativa in misura pari al doppio del corrispondente canone.
Per le forme pubblicitarie difformi è applicata una sanzione pari al canone dovuto. Qualora la difformità comporti un incremento del canone si applica un indennizzo pari al canone effettivamente dovuto e la relativa sanzione è commisurata al maggior canone dovuto.
La sanzione amministrativa irrogata è ridotta ad un terzo nel caso in cui il responsabile della violazione provveda al pagamento entro 60 giorni dalla notifica della diffida ad adempiere/ingiunzione di pagamento.
Salvo prova contraria, per il calcolo delle somme dovute a titolo di CIMP nonché a titolo di sanzione amministrativa, la pubblicità a carattere  permanente si presume effettuata a decorrere dal primo gennaio dell'anno in cui viene  accertata; la pubblicità temporanea abusiva si presume effettuata dal primo giorno del mese in cui è stata accertata la violazione. 
In caso di più violazioni compiute dallo stesso soggetto con lo stesso mezzo pubblicitario o con più mezzi, si applica una sanzione distinta per ogni singola violazione per ciascun mezzo.
E’ soggetto passivo  della sanzione chi intraprende iniziative pubblicitarie  abusive o difformi dall’atto autorizzatorio. E’ inoltre obbligato in solido al pagamento delle sanzioni e degli indennizzi il soggetto che produce o vende il bene o servizio oggetto della pubblicità nonché il proprietario, o in sua vece l’usufruttuario o, se trattasi di bene immobile, il titolare di un diritto personale di godimento della cosa che servì o fu destinata a commettere la violazione se non prova che la cosa è stata utilizzata contro la sua volontà.
Resta ferma l’applicazione delle sanzioni di cui all’art. 23 D.Lgs. 30 Aprile 1992 n. 285 ss.mm. (Codice della strada) ovvero, se non comminabili, di quelle stabilite dall’art. 24 comma 2 del D. Lgs. 15 Novembre 1993 n. 507.  

Diritto di interpello. 
I. Ogni cittadino, anche attraverso associazioni e comitati portatori di interessi diffusi, può inoltrare per iscritto al Comune, che risponde entro novanta giorni, circostanziate e specifiche richieste di interpello in merito all'applicazione delle disposizioni applicative del canone per l’installazione di mezzi pubblicitari di cui al presente regolamento. La presentazione dell'istanza non ha effetto sulle scadenze previste dalla normativa in materia. 
II. La risposta del Comune, scritta e motivata, rileva con esclusivo riferimento alla questione posta dall'interpellante. 
III. In merito alla questione di cui all'interpello, non possono essere irrogate sanzioni amministrative nei confronti dell'utente che si è conformato alla  risposta del Comune, o che comunque non abbia ricevuto risposta entro il termine di cui al comma I.  
Ultimo aggiornamento: 01/09/2016
Comune di Genova  - Palazzo Tursi  -  Via Garibaldi 9  -  16124 Genova  | Centralino 010.557111
Pec: comunegenova@postemailcertificata.it - C.F. / P. Iva 00856930102 
Questo sito è ottimizzato per Firefox, Chrome, Safari e versioni di Internet Explorer successive alla 8