Un mese di musica libera al 26° Festival del Mediterraneo

"Musica Apolide" è il titolo e il filo conduttore di questa edizione del Festival che dal 1° al 30 settembre porta a Genova artisti internazionali quali Ahmad, il “leggendario pianista di Yarmouk”, che suonava dopo i bombardamenti su Damasco.
Undici eventi per raccontare la sonorità che travalicano i confini per unirsi a musiche provenienti da angoli diversi del mondo, per fondersi in una profonda armonia

Aeham Ahmad mentre suona il pianoforte a Damasco
A Damasco la pioggia è fatta di missili e bombe. Poi la tregua, per qualche ora, per qualche giorno. E allora ecco, la musica di un pianoforte riempie il silenzio assordante di strade distrutte, di palazzi sventrati. A suonarlo c’è Aeham Ahmad, il “leggendario pianista di Yarmouk”, che ha usato la bellezza della musica per coprire le bruttezze del campo profughi e della guerra, come dice lui:“Suono per regalare speranza”.Questo fino a due anni, quando alcuni miliziani dell’Isis hanno incendiato il suo pianoforte. Aeham Ahmad ha dovuto fuggire, ora vive in Germania ed è diventato musicista professionista.

Sarà proprio Aeham Ahmad uno degli ospiti più attesi del 26° Festival Musicale del Mediterraneo, in programma a Genova dal 1 al 30 settembre.

Il titolo e il filo conduttore della manifestazione è “Musica apolide” che come spiega il direttore artistico Davide Ferrari: «Fare musica è un processo naturale, le sonorità nascono in un luogo e hanno un senso per le persone che vivono in quel contesto. Ma non sono strettamente legate al posto dove nascono, possono essere riprodotte ovunque e in ogni contesto hanno la loro forza evocativa. La musica è un’esperienza, apre i cassetti della memoria di chi ascolta, i ritmi dei vari concerti del Festival raccontano la cultura di luoghi lontani ma allo stesso tempo vicini a noi».

L’inaugurazione del Festival sarà preceduto da un concerto itinerante nella giornata del 1° settembre (dalle 18 in poi, che si ripeterà domenica 2) nelle vie del centro storico con la “World Percussions Meeting”.

IL PROGRAMMA 
Alle 20,30 del 1° settembre, nel cortile di Palazzo Bianco, il Festival si apre con il concerto “Alle origini del Blues”. Protagoniste della serata le musiche dei Tuareg e del deserto del Niger suonate dai “Tuareg Anewal Niger”, raccontate nel documentario di Martin Scorsese “Dal Mali al Mississipi” nel 2003, e quelle autoctone suonate dal noto bluesman genovese Paolo Bonfanti. 

Il 2 settembre è la serata di Aeham Ahmad, che dalle 20,30 suonerà il suo pianoforte nel cortile di Palazzo Tursi. In questa occasione glii sarà consegnato il premio alla carriera da Lineatrad, rivista online dedicata alle tradizioni musicali, “per il suo distinguersi  nell’utilizzzare le tradizioni musicali e ricreare il senso di appartenenza di un popolo alla sua terra d’origine”

Nel pomeriggio del 3 settembre, alle 17.30 ci saranno i suoni primitivi di Guy Thevenon, al Castello D’Albertis, museo delle Culture del Mondo e sede pubblica ed etnomusicale di Echo Art,  dove il musicista e musicoterapeuta francese realizzerà “Vous avez dit primitifs?”, un viaggio nel tempo e nei luoghi del mondo con decine e decine di strumenti inusuali, uno spettacolo adatto anche ai più piccoli per esplorare sonorità naturali e affascinanti.

E ai bambini e alle mamme è dedicato anche l'altro concerto polivocale di sabato 9 settembre alle 17,30 nel chiostro di Sant'Agostino delle “Tetra”, un quartetto con base in Svezia ma con origini multiculturali che presenterà “Ninna nanne del mondo”, in versioni originali e con arrangiamenti.

Ancora musica apolide con “Rifugiati nella musica” suonata a palazzo Ducale, mercoledì 6 settembre alle 20.30, dall'ensemble multietnico “Refugees for Refugees”, che unisce musicisti, rifugiati in Europa ormai da anni, provenienti da Iraq, Afganistan, Pakistan e Tibet.

Di nuovo palazzo Tursi sarà la cornice di altri concerti: JoJi Hirota & Iroha Strings Group, quintessenza della cultura musicale contemporanea del Sol Levante, il 7 settembre alle 20.30 con “Japan meets Europe”. 
Venerdì 8 settembre alle 21 la world music di “Flor de sal”, duo portoghese formato da Ana Figueiras e Ze Fransisco in co-produzione con Collegium Pro Musica e giovedì 14 settembre, sempre alle 21,
sarà il momento delle “Voci e ritmi dalla Marsiglia Occitana” dei cosmopoliti “Cor de la Plana” in co-produzione con Musicaround.

Le antiche e nobili sale di palazzo Rosso ospiteranno, mercoledì 13 settembre alle 20,30 la statunitense Pamelia Stickney con “Il suono magnetico del Theremin”, misterioso e poco conosciuto strumento elettronico che non deve essere toccato per suonare.

Penultimo concerto del festival, in co-produzione con “Il gioco dell'arte” a Castello D'Albertis, Eutopia Ensemble & Banda di piazza Caricamento presenta Exotica 2.0 venerdì 15 settembre alle 17.30.

Il 30 settembre, la serata conclusiva si terrà in una sede a sorpresa e avrà la dimensione di una vera e propria complessa performance con “Omaggio a Mandela”, realizzato dall’incontro tra il coro di voci Zulù Insingizi e l’azione teatrale dell’attore Tapa Sudana.

Il Festival Musicale del Mediterraneo è organizzato dall'associazione Echo Art con il contributo della  Compagnia di San Paolo, del Comune di Genova e della Regione Liguria. Hanno dato il loro sostegno: la  Camera di Commercio di Genova, Coop Liguria, Tasco Srl. Hanno collaborato l’Associazione Celso, lo Swedish Arts Council, Palazzo Ducale Fondazione Cultura, Genova Musei e Cooperativa Solidarietà e Lavoro.

Ingresso a pagamento: Intero 10 euro, ridotto 8 euro, abbonamento 60 euro che permetterà di usufruire a tutti i concerti in programma.
25 agosto 2017
Ultimo aggiornamento: 25/08/2017
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