Studio scientifico della Fondazione Cima: l'importanza delle opere per la riduzione del rischio
Il 17 Febbraio 2016, in occasione della visita ai cantieri del Ministro Galletti, del responsabile di Italia Sicura Mauro Grassi e del coordinatore dell’Ufficio II Rischi Idrogeologici e Antropici della Protezione Civile, Roberto Oreficini Rosi.(vai all'articolo),  è stato presentato in anteprima nazionale lo studio della Fondazione Cima - Centro Internazionale in Monitoraggio Ambientale. 

Fondazione Cima: ente di ricerca con sede a Savona che opera con 80 ricercatori in Italia e in 32 Paesi nel mondo con analisi e progetti in materia di mitigazione del rischio, protezione civile e biodiversità.
www.cimafoundation.org
 
Il prof. Luca Ferraris, vicepresidente della Fondazione, ha presentato uno studio che, attraverso la piattaforma per analisi multi rischio RASOR (Rapid Analysis and Spatialization of Risk), misura gli effetti delle opere di messa in sicurezza nel bacino del Bisagno e un secondo studio sullo stato delle conoscenze sugli eventi meteorologici in Liguria.
 
Considerata l’area che ripetutamente nell’arco di decenni ha subito i maggiori danni per le alluvioni e avendo come parametro di riferimento l’evento del 2014, lo studio dimostra come l’effetto combinato dello scolmatore del Fereggiano e della nuova copertura del Bisagno riduca fortemente gli impatti sia in termini di numero delle persone potenzialmente coinvolte (da circa 13 mila a mille), che di danni agli edifici (da cento a 10 milioni), che di effetti sociali

 
SIMULAZIONE DANNI AGLI EDIFICI E PERICOLO PER LE PERSONE - ALLUVIONE 9 OTTOBRE 2014
 


 

SIMULAZIONE DANNI AGLI EDIFICI E PERICOLO PER LE PERSONE - ALLUVIONE 9 OTTOBRE 2014
SE CI FOSSERO STATE LE OPERE (rifacimento copertura Bisagno + Scolmatore Fereggiano)*
*La simulazione non prende in considerazione lo Scolmatore del Bisagno, opera già finanzata e di prossima realizzazione, che contribuirà ulteriormente alla riduzione del rischio.
 


Il secondo studio della Fondazione Cima analizza la formazione di temporali persistenti e organizzati sul golfo ligure: fenomeni ricorrenti e molto simili tra loro che nascono dalla combinazione di aria fredda e secca proveniente da nord con aria umida proveniente da sud est; l’incontro crea una sorta di orografia virtuale, innescando celle temporalesche che vengono trasportate verso la costa, dando luogo a precipitazioni di fortissima intensità. La riproduzione virtuale ex-post di questi processi è stata possibile grazie alle piattaforma Drhim (Distributed Research Infrastructure for Hydro-Meteorology Study), che sfruttando il centro di supercalcolo dell’università di Monaco di Baviera permette di raggiungere risoluzioni dettagliate fino a 200 metri.
 
Secondo lo studio presentato, allo stato attuale per ottenere simulazioni così dettagliate sono necessarie 20 ore di calcolo per 24 ore di previsione, ma grazie ai rapidi progressi della tecnologia entro qualche anno queste informazioni potranno diventare facilmente accessibili. In base a quanto dichiarato dal Prof Ferraris, oggi la scienza non è ancora in grado di comprendere a pieno quando e dove questi temporali persistenti e organizzati si generano, ma può calcolare attraverso modelli di simulazione gli impatti che possono provocare.
 
Ultimo aggiornamento: 17/02/2016
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