Sopralluogo nell’area dell’ex ospedale psichiatrico di Quarto

Al sopralluogo, lunedì 14 aprile, hanno preso parte i diversi enti coinvolti nell’utilizzo delle aree, secondo quanto stabilito con l’accordo di programma siglato con la Regione nel novembre 2013. Hanno partecipato l’assessore ai servizi sociali Emanuela Fracassi e l’assessore alla cultura Carla Sibilla, il presidente del Municipio Levante Nerio Farinelli, rappresentanti di Asl3, di Arte e del Coordinamento per Quarto.

Testo Alternativo
Il recupero di una parte degli edifici ottocenteschi da destinare a funzioni sociali per il quartiere e per la città, come ha spiegato l’architetto Maurizio Sinigaglia dell’urbanistica del Comune, è un’operazione che implica un rovesciamento rispetto alla logica con cui i padiglioni vennero progettati. Quasi due secoli fa gli spazi furono disegnati con l’intento di una chiusura verso la città. Oggi l’obiettivo è quello, opposto, di fare in modo - con l’inserimento di spazi dedicati a funzioni sociali e culturali - che la città possa entrare dentro quello che, fino a prima della “riforma Basaglia”, era un luogo chiuso. E' tristemente noto, e lo ha ricordato Sinigaglia, come i "manicomi", fino agli anni sessanta del secolo scorso, non fossero di competenza del ministero della sanità, ma di quello degli interni.


L’accordo di programma prevede, oltre alla libera circolazione all’interno del complesso, con i camminamenti ottocenteschi mantenuti pubblici, la creazione della “piastra sanitaria del Levante” da parte di Asl3, che è il soggetto cui è assegnata la maggior parte degli spazi e che potrà spostare a Quarto i servizi che oggi sono in Via Bainsizza, nonché limiti stringenti per quanto riguarda gli interventi sulle aree che Arte venderà a imprenditori privati. L’accordo di programma ha dettato una riduzione in termini di superficie dell’area su cui sarà possibile edificare, a favore del mantenimento di una maggiore zona a verde urbano e ha contingentato questa possibilità a tutte le funzioni urbane esclusa quella commerciale.

L’accordo prevede che l’area verde retrostante gli edifici ottocenteschi dell’ex ospedale psichiatrico, un bosco dove nidificano gli aironi, venga riportato alla funzione di verde urbano. Non si tratterà di un parco con prati all’inglese perché è un’area scoscesa, ma continuerà a svolgere una funzione di polmone verde per il quartiere e sarà reso accessibile con il ripristino dei sentieri.  Su questa area verde è stato posto un vincolo perpetuo a verde pubblico usufruibile da tutti, mentre il privato avrà l’onere della realizzazione e della manutenzione.

La parte centrale degli edifici ottocenteschi,  assegnata al Comune come oneri di urbanizzazione, comprende spazi suggestivi in cui si passa senza soluzione di continuità dall’aperto al chiuso, una caratteristica  che – come ha spiegato Amedeo Gagliardi del Coordinamento per Quarto  -  è una costante in tutto il complesso. In questa sezione, in cui si trovano la chiesa e la biblioteca, è presente anche un edificio anni cinquanta che oggi ospita le cucine, servizio che la Asl esternalizzerà a breve,  e dove potrebbero trovar posto il Municipio, un auditorium e sale da usare per formazione.
Queste per ora sono ipotesi che andranno vagliate attentamente, come hanno sottolineato entrambi gli assessori,  che durante il sopralluogo hanno ascoltato i rappresentanti delle associazioni di cittadini. E’ già avviato un percorso di partecipazione ed è attivo un gruppo di lavoro coordinato da presidente e vice-presidente del Municipio Levante e composto da consiglieri del Municipio, cittadini, rappresentanti di associazioni, personale in servizi negli enti sottoscrittori dell'accordo (Comune, Regione, Asl, Arte), rappresentanti dei medesimi Enti  e un referente di Fintecna. Cruciale, come sempre, sarà valutare l’aspetto delle risorse e quindi stabilire un crono-programma che tenga conto della fattibilità degli interventi.

Per “portare la città dentro”,  il Comune, oltre a collocarvi servizi, dovrà prevedere il passaggio di mezzi di trasporto pubblico all’interno dell’area, in modo da disincentivare il più possibile l’uso delle auto private e non congestionare il nodo della viabilità di via Raimondo e via Redipuglia.

All’interno del complesso, che ospita 80 degenti, è attivo il Centro Basaglia, che offre un servizio di livello interdistrettuale, dando supporto a malati e familiari, non solo residenti del Levante.

E’ presente inoltre il Museo delle forme inconsapevoli, che  dal 1992 svolge una funzione di arte-terapia e ospita opere di malati e non, tra i quali pittori famosi.

La Biblioteca dell’ex-ospedale psichiatrico contiene circa 5300  volumi e un’importante collezione di riviste psichiatriche, tra cui, a partire dal primo numero uscito nel 1875, quella della Rivista Sperimentale di Freniatria, la più antica rivista scientifica italiana di psichiatria. Altra importante collezione, anch’essa completa, è quella della rivista diretta da Cesare Lombroso tra fine '800 primi '900, anni in cui la psichiatria intercettava la criminologia e le scienze giuridiche, come spiega il dottor Peloso del centro di salute mentale.
Questa collezione “storica” oltre ad avere un significato specialistico per gli addetti ai lavori ha un evidente significato per la storia sociale. La biblioteca di Quarto è aperta al pubblico il mercoledì dalle 10 alle 17 e il giovedì dalle 14 alle 17. Ne ha cura – da 42 anni a questa parte – la signora Gloria, che tra qualche mese andrà in pensione e si augura che la biblioteca possa rimanere a Quarto. Questa sì, dentro.

14 aprile 2014
Ultimo aggiornamento: 01/10/2015
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