Energy Management Team

Negli ultimi anni, le tematiche inerenti il risparmio e le fonti energetiche hanno assunto sempre maggiore importanza sia dal punto di vista ambientale sia dal punto di vista economico. Consapevole di ciò, il Comune di Genova nell’aprile 2015 ha istituito la Struttura di Staff - Energy Manager.

La Struttura è diretta dall’ing. Ph.D. Diego Calandrino che svolge il ruolo di dirigente con nomina di Energy Manager dell’Ente, ovvero del Responsabile della conservazione e l'uso razionale dell'energia di cui all'art. 19 della legge 9 gennaio n. 10 e all'art. 7 comma 1, lettera e) del decreto ministeriale 28 dicembre 2012.

Tale ruolo, nella sua essenza, è finalizzato ad utilizzare le leggi e normative ambientali come «veicoli» di opportunità.

Le funzioni della Struttura, in linea con i compiti previsti per l'energy manager, sono quelle approvate con Delibera di Giunta Comunale. Ad oggi la Struttura gestisce:

  • un portafoglio di utenze energetiche ed idriche per un valore di spesa annua al 2015 di poco più di 30 mln di Euro;  
  • un programma di investimenti per efficentamento energetico da realizzare entro il 2020 e per un valore di circa 60 mln di Euro da finanziamenti tramite terzi (FTT) e oltre 12 mln da fondi europei F.E.S.R. e/o  da fondi rotativi. 

 


Al Responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia (o energy manager) vengono attribuiti una serie di compiti e di adempimenti da espletare. Si riportano di seguito i principali compiti previsti dalla legge:
 

  • L’art.19 della Legge 10/91 prevede che l’energy manager a) individui le azioni, gli interventi, le procedure e quanto altro necessario per promuovere l’uso razionale dell’energia; b) assicuri la predisposizione di bilanci energetici in funzione anche dei parametri economici e degli usi energetici finali; c)  predisponga i dati energetici necessari per la comunicazione stessa.
  • L’articolo 26, comma 7 della legge 10/91 ha introdotto per gli edifici di proprietà pubblica o adibiti ad uso pubblico l’obbligo di soddisfare il fabbisogno energetico degli stessi favorendo il ricorso a fonti rinnovabili laddove possibile, salvo impedimenti tecnici o economici. Il D.Lgs. 192/05 come modificato dalla Legge 90/13 all’art. 8 comma 1 recita che “gli schemi e le modalità di riferimento per la compilazione della relazione tecnica di progetto sono definiti con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e per la pubblica amministrazione e la semplificazione, sentita la Conferenza unificata, in funzione delle diverse tipologie di lavori: nuove costruzioni, ristrutturazioni importanti, interventi di riqualificazione energetica. Ai fini della più estesa applicazione dell’articolo 26, comma 7, della legge 9 gennaio 1991, n. 10, per gli enti soggetti all’obbligo di cui all’articolo 19 della stessa legge, la relazione tecnica di progetto è integrata attraverso attestazione di verifica sulla applicazione del predetto articolo 26, comma 7, redatta dal Responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia nominato”.
  • L’energy manager assume il ruolo di tecnico di controparte incaricato di monitorare lo stato dei lavori e la corretta esecuzione delle prestazioni previste dai contratti di Servizio Energia qualora il committente sia un ente pubblico soggetto all’obbligo di nomina, ai sensi dell’Allegato II del D.Lgs. 115/08, punto 4, lettera p).

Altri dettagli sulle funzioni e sul profilo professionale dell’energy manager sono riportati al punto 18 della Circolare MiSE del 18 dicembre 2014, che recita: "Il Responsabile si configura come una figura con funzioni di supporto al decisore in merito al miglior utilizzo dell’energia nella struttura di sua competenza. Nelle grandi strutture la figura del Responsabile appare equivalente a quella del soggetto responsabile del Sistema di gestione dell’energia, come definito dalla norma ISO 50001 e si configura come una funzione dirigenziale o comunque di livello adeguato allo svolgimento di tale ruolo. Il Responsabile può essere un professionista esterno di adeguata esperienza, qualora non sia possibile individuare una figura interna dotata di competenze adeguate o che abbiano sufficiente disponibilità temporale per svolgere al meglio la
funzione di gestione razionale dell’energia
".

Ovviamente ai compiti previsti dalla legge se ne aggiungeranno altri quali il coordinamento di un sistema di gestione dell’energia come definito dalla norma ISO 50001, la promozione di buone pratiche ambientali, la sensibilizzazione dei colleghi e/o degli utenti, il coordinamento delle richieste di incentivi, la creazione di sinergie con le funzioni patrimoniali e l’ufficio acquisti (proposte di riqualificazione energetica, analisi del costo sul ciclo di vita, criteri ambientali minimi), l’ufficio tecnico (pianificazione e regolamenti edilizi), e con gli assessorati preposti ai temi energetici (politiche volte a promuovere l’uso efficiente dell’energia nel territorio).
 


Riferimenti normativi:   
Di seguito si riportano i provvedimenti collegati alla nomina dell’energy manager:

  • legge 9 gennaio 1991 n. 10, art. 19: obbligo di nomina e definizione delle attività dell’energy manager nominato;
  • circolare MiSE 18 dicembre 2014: linee guida per la nomina dell’energy manager;
  • D.Lgs. 19 agosto 2005 n. 192, art. 8 comma 1 e s.m.i.: obbligo per gli energy manager della P.A. di validare le relazioni sulle prestazioni energetiche degli edifici di proprietà dell’ente nominante;
  • D.Lgs. 30 maggio 2008 n. 115, allegato II comma 4 lettera p: l’energy manager deve svolgere il ruolo di controparte nei contratti di servizio energia destinati alla P.A.
  • D.M. 11 gennaio 2017, allegato I punto 4: è stabilito che le proposte di certificati bianchi devono contenere nella documentazione da trasmettere, pena inammissibilità, una serie di informazioni, tra cui: “nel caso in cui il soggetto proponente o il soggetto titolare del progetto sia un soggetto obbligato alla nomina del Responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia ai sensi dell’art. 19 della legge 9 gennaio 1991, n. 10, idonea documentazione comprovante l’avvenuta nomina per l’anno in corso. Tale requisito deve essere rispettato per tutta la durata della vita utile del progetto e può essere soggetto a verifica in sede ispettiva”.

Link utili:

Ultimo aggiornamento: 02/01/2018
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