Hennebique, si parte da basi nuove per la rinascita del più grande edificio della città

40.000 metri quadrati abbandonati da 30 anni. Fine dell'inerzia e dei veti incrociati. Entro un anno le regole per la tutela del bene, la sua trasformazione e le possibili destinazioni d'uso

L'Hennebique, lo storico edificio in cemento armato abbandonato da anni, che unisce le stazioni marittime all'area del Porto Antico, oggetto di un progetto di recupero presentato questo pomeriggio nella sala stampa della Regione Liguria.

Un percorso che durerà un anno di studi e di ricerca per stabilire, insieme a tutti gli Enti coinvolti, sia le condizioni di conservazione e di tutela del monumentale edificio, sia la possibilità di intervento e di riutilizzo dei “Silos Granari di Genova”.

L’intesa è stata sottoscritta, dal Presidente di Regione Liguria Giovanni Toti, dal Presidente dell’Autorità di Sistema del Mar Ligure Occidentale Paolo Emilio Signorini, dal Sindaco di Genova Marco Bucci, dal Soprintendente ai Beni Archeologici, Belle Arti e Paesaggio Vincenzo Tiné e dal direttore del Dipartimento di Architettura e Design dell’Università di Genova Enrico Dassori.

Dopo diversi tentativi andati a vuoto - dalle Colombiane del '92 a Genova Capitale della Cultura 2004, dall'ipotesi di trasferire la Facoltà di Ingegneria ai più recenti bandi di assegnazione dell'Autorità Portuale andati deserti - l'accordo ha lo scopo di stabilire in via definitiva le regole per la tutela del bene e al tempo stesso tutti gli interventi, anche a carattere trasformativo, che possono essere realizzati sull’edificio così da eliminare qualsiasi incertezza al riguardo.

"E' la prima cosa che si vede entrando in porto insieme alla Stazione Marittima - ha detto il sindaco Marco Bucci. Stiamo lavorando per avere un quadro di certezze da parte di tutti gli enti interessati a recuperare l'Hennebique. Ora ci mettiamo tutti intorno a un tavolo e mi aspetto che in tempi brevi si possa partire in termini operativi".

Il sindaco si riferisce al nocciolo dell’intesa che stabilisce il limite massimo di un anno per raggiungere questo obiettivo. Dopo la sottoscrizione dell’accordo inizierà l’attività di studio e ricerca finalizzata alla predisposizione della Scheda Tecnica prescritta dal Regolamento sugli appalti pubblici di lavori riguardanti i beni culturali tutelati.

Molto ampio il ventaglio per la destinazione d'uso dell'edificio una volta restaurato. Dagli spazi commerciali tipo outlet, alberghi di lusso e una serie di servizi per i passeggeri delle navi da crociera. "E' presto per fare delle ipotesi definitive - ha concluso Bucci - ma non escludo che una porzione possa essere destinata ad usi civici". 


8 gennaio 2018
Ultimo aggiornamento: 09/01/2018
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