Elliott Erwitt Kolor a Genova una mostra che è una prima mondiale

Esposte per la prima volta a Palazzo Ducale le fotografie a colori di Elliott Erwitt. Ha aperto i battenti sabato 11 febbraio, negli spazi del Sottoporticato, la prima grande retrospettiva degli scatti a colori del maestro dell’obiettivo, considerato il più grande fotografo vivente. La mostra a Genova fino al 16 luglio

Reno, Nevada, USA 1960 © Elliott Erwitt/MAGNUM PHOTOS
“Un fotografo poliedrico, dalle tante cifre stilistiche diverse. Può essere molto romantico come nella celebre foto del bacio nello specchietto, può essere ironico, tagliente o, ancora, sociale come quando con i suoi scatti racconta i grandi della terra o la segregazione razziale. E le foto in mostra toccano molte delle cifre di Erwitt”  è la curatrice Biba Giacchetti a tratteggiare il ritratto di un gigante della fotografia.

All’opera in bianco e nero di Elliott Erwitt sono state dedicate mostre in ogni parte del mondo, mentre le sue fotografie a colori erano fino a oggi totalmente inedite. Erwitt utilizzava il bianco e nero per i propri lavori personali e il colore per servizi e reportage che gli venivano commissionati da testate giornalistiche o organizzazioni statali.

Entrato a far parte della Magnum nel 1953 su invito del fondatore Robert Capa, nel 1968 diventa presidente della prestigiosa agenzia e ricopre tale carica per tre nomine. E anche alla Magnum è legata la genesi di questa mostra, come rivela la curatrice “Nel 2010, grazie al digitale e grazie al fatto che la Magnum è stata la prima agenzia a conservare nei suoi archivi tutti i negativi dei propri fotografi, Erwitt, con un team di tre persone, mette mano all’archivio a colori di più di 500 mila negativi e seleziona circa 500 immagini per il volume Kolor, che uscirà nel 2013, e per l’esilarante The Art of André Solidor. Da qui nasce l’idea di questa mostra che è una prima mondiale: a Palazzo Ducale vedete 135 foto che nel mondo mai sono state esposte né stampate”.

In mostra si ritrova il tipico linguaggio di Erwitt, dai ritratti di personaggi famosi - da Marilyn Monroe a Che Guevara, da John Kennedy all’intero cast del film Gli spostati, per citarne solo alcuni -  alle immagini più ironiche e talvolta anche irriverenti, agli scatti per campagne pubblicitarie o istituzionali, come quelle per l’Ente del Turismo francese. 

L’ultima sezione della mostra, dedicata all’alter ego André S. Solidor con tanto di autoritratti, “è un grande scherzo -conclude la curatrice -  in cui Erwitt si vuole mettere in gioco per primo, creando questa maschera di cui veste i panni, per prendere in giro bonariamente il mondo dell’arte contemporanea”. Lo si vede nel breve ed esilarante filmato, in cui Solidor, intervistato da Erwitt, dichiara di adorare Photoshop e consiglia ai giovani che vogliano fare foto d’arte di scattare fotografie a personaggi famosi e stamparle in grandissimo formato perché “più sono grandi più sono artistiche”.

Le didascalie delle foto, come consuetudine per Erwitt, dicono solo data e luogo ma, ‘interrogando’ il maestro e risalendo alle pubblicazioni, Biba Giacchetti è riuscita a ricostruire il contesto, il perché sono state scattate e, per usare le sue parole, "il cosa c'è dietro" ogni fotografia. Tutte queste informazioni, che costituiscono un testo prezioso mai pubblicato in precedenza, sono contenute nell’audioguida che è compresa nel biglietto di ingresso.

Il percorso espositivo si conclude con  la proiezione di due filmati che documentano la sua lunga carriera di regista e una proiezione di alcune delle sue più famose fotografie in bianco e nero. Perchè è bello omaggiarle e ritrovarle.

www.palazzoducale.genova.it
www.mostraerwitt.it
13 febbraio 2017
Ultimo aggiornamento: 13/02/2017
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