Altre domande e risposte - violenza di genere

1) Chi può rivolgersi a un centro antiviolenza? Occorre pagare qualcosa?

I tre centri antiviolenza di Genova sono totalmente gratuiti e a disposizione di tutte le persone residenti nei 40 comuni della conferenza dei Sindaci della Asl 3 Genovese: Genova - Arenzano - Cogoleto - Masone - Campoligure - Rossiglione -  Tiglieto e Mele Casella - Montoggio - Savignone - Valbrevenna - Ronco Scrivia - Isola del Cantone -  S. Olcese Vobbia - Busalla - Crocefieschi - Campomorone - Ceranesi - Mignanego e Serra Riccò Montebruno - Rondanina - Fontanigorda - Fascia - Gorreto - Rovegno - Lumarzo - Davagna - Torriglia - Bargagli - Montebruno - Propata -  Bogliasco -  Pieve -  Sori -  Recco - Camogli - Uscio - Avegno.

Presso ogni centro antiviolenza potrai trovare personale specializzato che ti ascolterà e cercherà insieme a te come trovare una soluzione ai tuoi problemi.

2) Che cos’è il numero di pubblica utilità 1522 Antiviolenza?

E’ un numero telefonico gratuito istituito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri a cui puoi rivolgersi per chiedere aiuto se ti trovi in una situazione di violenza.

Le operatrici ti metteranno in contatto con il Centro Antiviolenza a te più vicino.

Il 1522 è nato e pensato come servizio pubblico nell'intento esclusivo di fornire ascolto e sostegno alle donne vittime di violenza e  stalking.

Il numero è attivo H. 24 per tutti i giorni dell'anno ed è accessibile dall'intero territorio nazionale gratuitamente da rete fissa o mobile, con un'accoglienza disponibile in italiano, inglese, francese, spagnolo e arabo.

Le operatrici forniscono una prima risposta ai bisogni delle vittime di violenza di genere e stalking, offrendo informazioni utili e un orientamento verso i servizi socio-sanitari pubblici e privati presenti sul territorio nazionale.

3) Come può manifestarsi la violenza di genere?

Esistono diverse tipi di violenza da quella meno evidente come quella economica e psicologica, a quella più evidente come quella fisica, sessuale fino al femminicidio. E quella più assillante dello stalking.

Di seguito le definizioni:

Violenza psicologica “ogni mancanza di rispetto che offende e mortifica la dignità di una donna, che ne mina la fiducia personale, che ne limita le potenzialità, che la isola e la esclude”
Violenza fisica “ogni forma di aggressione contro il corpo di una donna”
Violenza economica “ogni forma di controllo sulla autonomia economica della donna”
Atti persecutori - Stalking “ogni forma di comportamento molesto ed assillante, protratto nel tempo, tale da provocare nella vittima preoccupazione, timore e ansia,  fino ad  indurla a modificare le proprie abitudini e stile di vita.
Violenza sessuale: “ogni forma di coinvolgimento in attività sessuali senza il consenso della vittima”
Femminicidio “tutti quei casi di omicidio o violenza nei confronti di una donna perpetrata da un uomo per motivi legati al suo essere donna, alla sua identità.”

4) Il gaslighting è una forma di violenza?

E’ un insieme di comportamenti subdoli agiti dal manipolatore (definito gaslighter) nei confronti di una persona, per confonderla, farle perdere la fiducia in se stessa, farla sentire sbagliata, renderla dipendente, fino a farla dubitare della sua sanità mentale. Il contesto può essere quello di coppia, familiare, amicale e lavorativo.

E’ una subdola azione di manipolazione mentale con la quale il gaslighter mette in dubbio le reali percezioni dell’altra persona facendola sentire “sbagliata”. 

Giuridicamente il gaslighting non è direttamente riconosciuto come reato, ma nelle azioni del gaslighter si possono rilevare i reati previsti nell’art. 570 c.p. Violazione degli obblighi di assistenza familiare”e nell’ art. 572 c.p. Maltrattamenti in famiglia o verso fanciulli: forme di violenza morale e psicologica come il gaslighting, infatti, trovano spazio in entrambi gli articoli. 



5) Come potrei comportarmi se venissi molestata per strada?

Sei suggerimenti per reagire a chi ti molesta:

1. usa in maniera chiara il linguaggio del corpo. Guarda chi ti molesta negli occhi, parla ad alta voce e in maniera chiara. Usa contemporaneamente la voce, le espressioni facciali e il linguaggio del corpo, senza segnali in contrasto l’uno con l’altro; mostra assertività e decisione

2. esprimi sicurezza e calma. Anche se non ti senti così, è molto importante sembrare calme e sicure di sé

3. non chiedere scusa e non scusare il molestatore, non fare domande. Non hai bisogno di chiedere scusa per come ti senti o per quello che vuoi. Sii decisa

4. non hai bisogno di rispondere alle domande, alle distrazioni, alle accuse minacciose o ai sensi di colpa. Segui i tuoi propositi e vai dritta al punto. Ripeti ciò che gli vuoi dire, e vai via

5. non agitarti e non perdere la calma. Questo tipo di reazioni porta più facilmente il molestatore a reagire con rabbia o violenza

6. decidi tu quando ne hai abbastanza. Il successo delle tue azioni dipende da come lo definisci tu. Se hai detto quel che sentivi e sei pronta ad andartene, fallo!

6) Come posso capire se dipendo affettivamente dal partner?

Esistono diversi, numerosi e complessi sintomi che possono far capire se siamo soggetti a dipendenza affettiva nella relazione con il partner.
In sintesi questi che elenco qui di seguito sono i più consueti (l’ordine in cui li enumero segue una logica di progressiva “gravità”):
• Paura di essere inadeguati a meritare o mantenere un importante legame affettivo.
• Senso generale di disistima in se stessi e particolarmente per ciò che riguarda la propria amabilità umana e/o intelligenza o attrattiva sentimentale e sessuale.
• Idealizzazione della persona amata la cui sola vicinanza è in grado di fornire benessere al dipendente innamorato.
• Elargizione d’amore a senso unico, fino al limite del collasso psicofisico da stress.
• Sottomissione caratteriale e tolleranza verso gli aspetti “negativi” della persona amata.
• Dolore angoscioso o depressivo ad ogni separazione o possibile abbandono.
• Tendenza ad assumersi le colpe nelle crisi di rapporto.
• Ansia e attacchi di panico relativi a dubbi, conflitti o crisi inerenti il rapporto di dipendenza.
• Bisogno di controllare la persona amata in ogni suo momento e in ogni suo movimento, così come anche in ogni suo pensiero.
• Gelosia morbosa, ossessiva.
• Riduzione progressiva dei contatti affettivi e sociali a favore del rapporto di dipendenza.
• Rabbia e disperazione all’idea che il partner possa “godersi la vita” senza l’innamorato.
• Compulsione a seguire e talvolta minacciare e perseguitare la persona amata che sfugge al controllo sentimentale.
Naturalmente, questi sintomi non sono tutti presenti in modo simultaneo. Lo sono in modo discontinuo, e secondo la struttura personalità di ciascuno. Per esempio, l’ultimo sintomo (la persecuzione del partner) riguarda solo le strutture di personalità gravemente isteriche o borderline, che sono abbastanza rare.
Ultimo aggiornamento: 19/06/2015
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