Scopri il Network di Genova

Con l’avvio del nuovo portale si completa il quadro del network digitale del Comune: prende forma, quindi, il sistema di comunicazione web che permetterà da un lato di rendere più accessibili determinati servizi, implementando la trasparenza e il flusso di informazioni dell’amministrazione

Testo Alternativo
Il nuovo portale sarà affiancato da Vivere Genova, il web magazine che in pochi mesi si è saputo affermare nell’informazione culturale, e non solo, della nostra città: cultura e servizi, eventi e informazioni istituzionali, visibilità e trasparenza, la nostra città da oggi, quindi, potrà contare su strumenti all’avanguardia, e in continua evoluzione, per comunicare con se stessa e con il mondo, diventando sempre di più Città Digitale.

Entriamo nel dettaglio, per capire meglio la struttura di questa rete. Il sito su cui state leggendo queste righe coprirà il lato istituzionale della informazione del Comune, affiancato dalla pagina “Il Mestiere del Sindaco” e dalla “Agenda degli Appuntamenti” (che vedrà la luce tra breve. A questi si uniscono il sito già on-line di “Urban Center” e di “Straordinaria Genova”, conosciuto anche come il sito delle manutenzioni.

Accanto al network istituzionale, si affaccia la parte culturale dell’informazione, che spazia dagli eventi al citylife in tutte le sue molteplici sfumature, garantita da Vivere Genova, il Portale dei Musei, Genova Teatro, il Portale Turismo, GG6, dedicato alle iniziative culturali giovanili, il Sito del Teatro Carlo Felice, a cui a breve si affiancheranno il Portale della Creatività, il Portale della Biblioteche e Genova Educational: ogni aspetto dell’intensa vita artistica, intellettuale e creativa della vecchia Superba, quindi, avrà la sua ribalta multimediale.

Ai due network, quello istituzionale e quello culturale, sono affiancati spazi web dedicati ad eventi particolari o eccezionali, come il sito “Genova Città dei Diritti”, il sito “Biennale del Mediterraneo” e “Genova Spettacolare”, e da portali dedicati a servizi specifici come il sito dell’Autorità per i Servizi Pubblici Locali che offre al cittadino la possibilità di segnalare online disservizi e malfunzionamenti in una logica di assoluta trasparenza.

Questa piccola galassia dell’etere sfrutterà, per moltiplicare le proprie capacità divulgative, aggregatori e distributori di contenuti indipendenti: YouTube, attraverso il canale “Genoa Municipality Channel”, per quanto riguarda tutto ciò che è video, il canale Flickr per il materiale fotografico, l’Agenda degli Eventi del Comune, per la calendarizzazione degli appuntamenti, e la viralità dei canali social di Facebook, dove il Comune ha aperto più di 40 pagine tematiche.
Abbiamo visto le motivazioni alla base di questa architettura web, concepita per sfruttare tutte la potenzialità 2.0, abbiamo visto la struttura, ora cerchiamo di capire i criteri a cui risponde questo progetto, che, come internet vuole, è, e sarà, in continua evoluzione.

I principi alla base di questo progetto sono molteplici: la fruibilità diffusa e condivisione dei contenuti, grazie al rilascio di questi sotto licenza Creative Commons, e l’utilizzo delle piattaforme social e di strumenti open source gratuiti, permetterà l’utilizzo, il riutilizzo e la diffusione delle informazioni, gestite e prodotte con costi ridotti da parte dell’amministrazione e la totale gratuità dell’accesso da parte dell’internauta.

Il sistema, inoltre, per come è stato impostato garantirà lo sviluppo e l’ampliamento dell’offerta attraverso la creazione di nuovi servizi, resi più sostenibili dalla stessa amministrazione, grazie alla gestione dei contenuti attraverso redazioni diffuse, formate internamente.

Lo staff di Città Digitale, centro nevralgico di questa nuova e crescente infrastruttura del web 2.0, composta da redattori, video maker, fotografi e informatici continuerà a produrre diverse tipologie di prodotti, come è avvenuto in questi ultimi due anni: contenuti multimediali (testi, immagini e video), siti web, servizi e applicativi dedicati ai naviganti; tutto ciò verrà diffuso attraverso i siti sopraelencati, appoggiandosi alla viralità dei social network indipendenti: in altre parole le informazioni potranno essere trovate dove sono residenti ma raggiungeranno le persone grazie alla ramificazione dello sharing system di canali come Facebook, YouTube e Flickr. Maometto andrà alla montagna, e al contempo la montagna andrà da Maometto, assicurando la diffusione e la capillarità dell’informazione.

Guardiamo due numeri, che meglio di tante parole possono illustrare le potenzialità di questo network: Vivere Genova, sito attivo dall’1 ottobre 2010 e che in media registra 1.000 visite uniche giornaliere, ad oggi è stato visitato 252 mila volte, con oltre 600 mila pagine visitate; il canale YouTube, Genoa Municipality Channel, nato con la Notte Bianca del 2008, visualizzato totalmente 2.200.000 volte, per i suoi quasi 800 video; la pagina Facebook della Città di Genova sfonda ogni mese quota un milione di interazioni. Queste parlano chiaro: i contenuti hanno iniziato a girare, stanno creando un sistema, una rete di informazioni che mai una città come Genova, nella sua millenaria storia, ha avuto a disposizione.

La Superba riparte da qui, e come è scritto nel suo Dna, il suo popolo sono i navigatori di tutto il mondo: da qui in avanti il mare aperto della rete è a portata di mano, e la città ha varato la sua moderna flotta, pronta a portare ovunque nel mondo un po’ di noi, un po’ di Genova.
Genova, 20 luglio 2011
Ultimo aggiornamento: 22/07/2011
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